......“Vieni Vanessa, se non buttiamo giù qualcosa di caldo subito, ci congeliamo!” Con passo deciso si avviarono in strada, non erano venti metri soltanto, come aveva detto Brian, ma un po’ di più, in due minuti arrivarono al Mc Gillin’s ed entrarono, lasciandosi piacevolmente infagottare dal calore e dai rumori del locale. Presero un tavolo da due e si sedettero una di fronte all’altro, fregandosi le mani per conquistare un po’ più di calore rapidamente. Ordinarono due Irish coffee come prima cosa. “Mangiamo qualcosa, ti va? Non ho pranzato oggi,” disse Brian “e mi pare d’aver visto che anche tu non hai mangiato nulla, vero?”“Sì, hai ragione, non me ricordavo neanche, ma adesso me ne rendo conto: ho fame. Cosa prendiamo?” Il viso di Vanessa aveva recuperato colore, si stava riprendendo non solo dal freddo, ma anche dallo stato d’animo in cui era sprofondata dopo la telefonata che aveva ricevuto poco prima di uscire dall’ufficio. “Ti va la Snapper Soup?”. “Ottima idea, potremmo anche dividerci una Rib Eye Steak, dopo. Ti piace la carne, vero?” rispose Brian, che cominciava a sentire un certo appetito.
Ordinarono proprio così, e da bere due Stoudt’s alla spina. Brian chiese scusa e si alzò per andare alla toilette. Vanessa si sentiva stordita dagli eventi, troppi, tutti in una volta, per una ragazza abituata ad una vita esageratamente disciplinata e banale. Ma quel fuori programma, quel pub, il caldo della gente intorno a lei, le davano eccitazione: si rese conto che provava piacere a trasgredire un metodo di vita che fin ad allora non si era mai permessa di mettere in discussione. O non aveva mai voluto farlo. (continua)
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"Sarebbe uno stralcio di un racconto che sto scrivendo. Una follia, ma mi sta prendendo molto. Visto che però mi piace restare con i piedi per terra, vediamo se magari qualche giudizio negativo mi fa desistere prima che faccia della ca...te, oppure qualche giudizio positivo mi dia il coraggio di andare avanti....senza presunzione e con umiltà, naturalmente!"
