27 maggio, 2006
Blogger che passione
A volte mi soffermo a pensare se tutto questo sia reale, o sia una realtà parallela, o una realtà virtuale. O una menzogna fotonica.
Perché io non avevo mai giocato a fare il blogger (ho un sito internet da dieci anni e c’è ancora scritto Sito Web In Costruzione, con l’iconcina dell’omino col martello pneumatico).
Ma nemmeno a fare il chatter (si dirà così?): ho preso per il culo amici, amiche, per anni “ma dai, cosa chatti, e con chi poi, che non sai neanche se dall’altra parte c’è un uomo o una donna, o un risponditore automatico!”
E neanche a scrivere le email che non fossero per lavoro. Best regards, erano le chiuse dei miei messaggi, o cordiali saluti: al massimo ciao, nei casi di grandissima confidenza.

Ho il culto della tecnologia, di Internet, dei PC super performanti e tutte quelle cose lì: ho speso fortune per questo, in dollari, in lire, in euro. E non mi fermo. E chi mi ferma?
Non potevo trascurare questo mondo, reale virtuale o falso che sia. Ho aperto un blog (anzi, due)! Veramente il mio Alter Ego (quello con gli occhiali e un sacco di libri, che sa sempre tutto) mi ha scassato per un buon mesetto: “Ma non vedi che non ti scrive nessuno? Ma a chi le dici tutte ‘ste stronzate? Non è meglio che ti noleggi un bel film?”
Mi ricordo che al primo messaggio, che ricevetti da una ragazza, mi son detto: “E adesso che faccio? Rispondo? E se poi dico una cazzata? Che figura da idiota…!” Ho risposto.…e quella mi ha scritto ancora! Urca, allora qui si parla (si fa per dire) davvero! Interazione, comunicazione, scambi d’opinione intergenerazionale. C’è da imparare…avanti allora. Mi sono messo anche a girare per blogs…”mi faccio coraggio, lascio un commento, al massimo non mi risponde” Infatti, mica (eh eh) tutti rispondono…la prima volta. Alla seconda…un fiume in piena!
Adesso passo ore a scrivere, non vado a pranzo (sai che rinuncia per un panino unto e ipercolesteroltriglicerico!) per dedicare più tempo al blog, ai nuovi amici. Senza nulla togliere alla mia vita di sempre, la famiglia, gli amici della vita reale, il lavoro (sono un professionista serio). Guardo solo un po’ meno TV e non mi dispiace.
Arriva il punto cruciale, però: quanto valgono un’amicizia, un rapporto virtuale, un abbraccio e un bacio su blog o in chat? Io mi sono dato alcune risposte, senza la presunzione di essere nel giusto, dal basso della mia ignoranza.
Bisogna partire da un paio di presupposti, che poi sono la base di tutti i rapporti umani cosiddetti reali: la sincerità, l’onestà, la fiducia, la voglia di comunicare (intercomunicare, confrontarsi, perché fare dei monologhi o dei comizi e andarsene è facile). Ed allora scopri che un’amicizia cosiddetta virtuale vale almeno tanto quanto una reale:

Cky  cartolinaperchè non ti sto guardando dritto negli occhi, quindi mi sto fidando ancora di più; non so quanti anni hai e non lo voglio sapere; se ti mando un bacio, un abbraccio, una carezza, lo faccio perché ne ho voglia, e non per circostanza o per far colpo o per farti la corte (la corte dove, e per fare cosa?) o perché sei una gnocca da paura (non so neanche come sei fatta).

Il rovescio della medaglia? Che se mi stai prendendo per il culo (Blaise Pascal - l’Esprit de finesse) allora la perfidia, la cattiveria e la meschinità raggiungono i limiti assoluti. Perché, volendo, non mi dai l’opportunità di reagire (Alter Ego: “Te l’avevo detto, coglione, sei sempre il solito ingenuo, che credi ancora alla favola dell’amore puro, dell’amicizia sincera! Ma vai a cagare!)
Non ho paura di questo, non avrei nemmeno cominciato, altrimenti: invece vado avanti fiducioso e con la convinzione di avere una ulteriore possibilità di crescere, di migliorare, grazie alle amiche, agli amici, ai fiori virtuali, ai baci virtuali, agli abbracci virtuali. Ma grazie anche alle incomprensioni virtuali, alle litigate virtuali, ai malintesi virtuali, che fanno male come quelli reali.
E le lacrime non sono virtuali.

“Ti ho fatto un male incredibile.
Non pensavo di averti fatto questo.
Non volevo.
Lo giuro.
Scusami, sono uno stupido.
Sono grande e non ho capito nulla lo stesso.
Mi son sentito uno schifo in quel momento.”


(L'immagine, naturalmente, è presa a prestito dai siti grafici di Cky)
 
L'ha postato Marco alle 9:30 AM | Link |


3 Comments:


At 12:03 PM, Blogger tobiko

ohi!! che c'è?..mi spiace se ti prende male la dinamica blog..è vero gli amici di questo mondo sono di rete..ma noi siamo comunque noi stessi con le nostre gioie e paure..e chi ti scrive ti stima e ti vuole bene..se non volesse parlare con te non ti lascerebbe commenti!..ovvio che parte di noi in questa dinamica va persa..ricordi il test?..non so nemmeno di che colore sono i tuoi occhi :-p..però conosco le tue poesie..il tuo racconto...un tot di noi è celato un altro tot rivelato..
e se ti mando un bacio è proprio come bacerei un mio amico con affetto e con un sorriso

**bacio**

(adesso vado al mare..torno stasera)

 

At 12:03 PM, Blogger tobiko

ohi!! che c'è?..mi spiace se ti prende male la dinamica blog..è vero gli amici di questo mondo sono di rete..ma noi siamo comunque noi stessi con le nostre gioie e paure..e chi ti scrive ti stima e ti vuole bene..se non volesse parlare con te non ti lascerebbe commenti!..ovvio che parte di noi in questa dinamica va persa..ricordi il test?..non so nemmeno di che colore sono i tuoi occhi :-p..però conosco le tue poesie..il tuo racconto...un tot di noi è celato un altro tot rivelato..
e se ti mando un bacio è proprio come bacerei un mio amico con affetto e con un sorriso

**bacio**

(adesso vado al mare..torno stasera)

 

At 12:33 PM, Blogger Marco

Yle, mi ha preso...bene, non male, dai. Però mi son posto il problema, perchè, se ho iniziato quasi per scherzo, ho poi trovato delle persone vere (come te), persone a cui puoi far del male (o da cui puoi riceverne) proprio come nella vita normale.
Passa una bella giornata, Yle, a prestissimo.

** un bacio (vero) **