Sono particolarmente legato a questa immagine. Mi ricorda quando ero bambino, era uno dei quadretti (ovviamente non è l’originale!) appesi nella mia cameretta. Me lo ricordo da sempre, è sempre stato lì. Ed è sempre rimasto dentro di me. Una di quelle cose che fanno parte della tua vita, non lo sai, è solo uno dei tanti dettagli, forse insignificanti, ma integrati nel profondo, incancellabili. Quando mi capita di rivederlo, ecco che allora suscita tutta una serie di ricordi, di sensazioni, di profumi. Ho avuto un’infanzia felice, sono stato davvero fortunato, e le percezioni di quel periodo sono particolarmente gradevoli. Un flashback a tinte delicate, colori caldi, profumi buoni in cui soavemente mi immergo e ne traggo dolcezza e distensione. Quelle due fanciulle così belle, così pulite e serene, erano lì per me e ancora lo sono; il pianoforte, la mia grande passione mai coltivata, sembra che suoni davvero: “stanno imparando, un giorno imparerò anch’io!” E invece non è stato così, ma era bello sognarlo.Ora quel quadretto è nella casa dei miei genitori, in campagna. Quando vado a trovarli d’estate e mi fermo a dormire, anche se la cameretta non è la stessa, il quadretto delle bimbe al piano è lì, e mi sembra di tornare bambino.
Pierre Auguste Renoir – Fanciulle al piano (1892)
