Rapido, sibila tra le fessure delle roccee accarezza le cime dei primi fili d’erba maturati.
Il vento dolce, asciutto e già tiepido della primavera
spinge lontano gli ultimi residui di un lungo inverno,
si trascina le fresche gemme della natura che deve sbocciare:
sembra il raggio di un sorriso che pian piano si diffonde.
Un’ape si posa sul primo fiore, timida, quasi perplessa e titubante.
Poi sorride alla nuova vita.
