21 giugno, 2006
Gia e Ma
Un schiaffo lo colpì in piena guancia sinistra… “Ma sei scema?” “No, tu sei scemo, caro mio, e non ti permettere….” Le prese con forza il braccio, glielo portò dietro la schiena e nel contempo si trovò col viso spiaccicato al suo…
“No, non ti bacio…ho detto di…no, smettila!” ma la stretta era forte e la voglia grande quanto quella di metterlo KO con un calcio in mezzo alle gambe. Prevalse la prima tentazione…
Si sedettero sul prato, l’una di fianco all’altro: imbarazzati, non si guardavano. Il sole era forte, sole di agosto, ma su quella collina appena accennata era il paradiso. La brezza le faceva volteggiare i lunghi capelli castani, la frangetta si spettinava e giocava con quelle ciglia lunghe...sembravano infinite!
Si girarono contemporaneamente e si baciarono di nuovo, gli occhi prima chiusi, poi aperti…ridevano. Poi Gia si staccò abbandonandosi distesa per terra con un sospiro…
“A Ma…ma io fra due giorni parto, torno a casa…i miei devono tornare a lavorare…”
La guardò dritta negli occhi, occhi verde scuro che desideravano smarrirsi nel verde mare dei suoi.
“No, per favore Gia, stai qui…forse la Giuli ti può tenere da lei…almeno ancora una settimana…poi ti verranno a prendere…non andare, Gia, ti prego, io cosa faccio?”
Gia si tirò su e si accoccolò abbracciata a lui con la testa sul suo petto… “Non posso…devo aiutarli a casa, devo tornare, non mi lascerebbero mai qui…”
Lui aveva sedici anni, quella piccola dea di quattordici gli sembrava tutta la sua vita, in quel momento. Lontano da lei, al di fuori di lei, oltre a lei…il buio.
Si alzarono di malavoglia, lei era già in ritardo. Si baciarono di nuovo e il sapore delle loro bocche, questa volta, era talmente dolce che non avrebbero voluto più separarsi…
“A Ma, io torno per Natale, tu ci sarai?”
La guardò trattenendo a fatica un lacrima… “Sì, io sono sempre qui, tutti i fine settimana…ma non sarà la stessa cosa…come sei bella Gia!”
Lei rise, e disse quello che gli diceva sempre, anche prima di quel magico pomeriggio, anche prima, quando giocavano ad essere solo amici: “Non è vero, tu di più... lo sai!”
Lentamente scesero la collina, mano nella mano: Gia ogni tanto si girava, lo guardava e rideva, poi gli appoggiava la testa sulla spalla. Lui era serio, accostava il viso al suo e le stringeva la mano.
Il sole li accompagnava, mentre una nube aveva amorevolmente coperto d’ombra quella collina, come a volerla difendere dal tempo.
 
L'ha postato Marco alle 2:37 PM | Link |


7 Comments:


At 10:32 PM, Blogger tobiko

bella!! mi piacciono le storie tra adolescenti hanno un profumo tenero e dolce... e poi le colline il verde tutto molto bucolico

ma il tuo racconto a puntate????

**bacio 'notte**

 

At 11:17 PM, Blogger Marco

eh, sto trascurando l'Afterglow, lo so, è che ho poco tempo...queste piccole storie le scrivo di getto, cinue minuti e son fatte...ma mi farò perdonare, Yle, presto, molto presto.

*bacio 'notte pure a te **

 

At 11:20 PM, Blogger Marco

Yleee, ma questa storiella....è vera! Non l'ho inventata...la collina la rivedo tutti gli anni, almeno due o tre volte all'anno...c'è ancora la nuvola...è sempre lì...e lei si chiama...indovina come si chiama?
(non è difficile)

** bacio indovinello **

 

At 8:35 AM, Blogger tobiko

mm e come faccio a saperlo??
è un film un libro un amore della tua infanzia?
dammi degli indizi

**bacio**
(cmq l'esame non lo dò)

 

At 8:58 AM, Blogger Marco

Yle, niente esame allora? Beh, lo darai più avanti, se non te la senti, ti capisco...
Sì, Ma sono io e Gia è l'abbreviazione di...un nome composto. Amore della mia infanzia? Forse il primo che mi fece veramente battere il cuore sul serio. Non ci siamo più visti, da allora...però è sempre rimasta dentro di me. tra l'altro abitava dalle tue parti...

** bacio del mattino, al cappuccino **

 

At 11:09 AM, Blogger tobiko

ohhhhh il mio primo amore è stato un compagniuccio di classe..io lo amavo e ho versato tantissime lacrime..perchè non stavamo insieme..io non glielo ho mai detto che mi piaceva..però abbiamo ballato un lento una volta:-)
il mio primo bacio un ragazzino al mare...non lo amavo..ma mi faceva morire dal rideree facevamo un sacco di guai a chi ci stava attorno :-P

**baci e ricordi**

 

At 11:19 AM, Blogger Marco

Son belle cose, vero Yle? Al mio primo anno di liceo finalmente ero in classe...mista! mi sono innamorato il primo giorno di una...divinità...per me era una dea...si chiamava Silvia...non mi ha mai neanche preso in considerazione, lei andava con quelli grandi di 17 18 anni! Quanto ho sofferto...e adesso sono solo bei ricordi...
Dai, la tipa del racconto si chiamava Giancarla...ho ancora una sua foto!

** baci nostalgici **